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Tuo figlio non si impegna nello studio. Come ti comporti?

Se state leggendo questo articolo, forse è perché siete frustrati. Avete un figlio molto intelligente che non si impegna affatto nello studio. Non è difficile trovare un bambino con poco interesse per la scuola e per lo studio. Arrivati a questo punto, ci si preoccupa che il vostro bambino possa non avere le motivazioni giuste per affrontare le difficoltà della vita. Tutti i premi, gli incentivi, le punizioni non sono state sufficienti a inculcare la giusta motivazione nella mente di vostro figlio.
Molte volte, però,i genitori sbagliano i metodi. E’ facile pensare che ciò che motiva noi stessi possa essere fonte di stimoli anche per altri, ma non è sempre così. Motivare non è certo così semplice. Per cercare di far studiare vostro figlio non potete enfatizzare frasi da cheerleader: “Dai, so che c’è la puoi fare” o ” Io credo in te”. Questi esortazioni nella maggior parte dei casi sono un buco nell’acqua. Anche raccontare storie che ci hanno aiutato a trovare la giusta ispirazione posso essere dei risultati falsi positivi. Questo entusiasmo non genera una motivazione di lunga durata ma probabilmente avrà una piccola reazione che tenderà a smorzarsi nel breve termine. Sotto altri aspetti, questa tecnica provoca un effetto demoralizzante. Vostro figlio, infatti, potrebbe sentirsi in colpa o non all’altezza della situazione perché non riesce ad immedesimarsi nei vostri complimenti e nelle vostre esortazioni. Quindi, la persona è meno motivata di prima. C’è, però, un ulteriore effetto negativo: si perde la propria credibilità! Vostro figlio penserà che non siete in grado di capirlo e quindi non vi starà a sentire.
Siate intraprendenti e sopratutto svegli. Se un approccio non funziona non aspettatevi che un giorno funzionerà.
Esistono però, diversi metodi per aiutare i vostri figli. Se volete davvero motivare il vostro ragazzo date un occhiata a questa lista e provate a metterne in pratica i suoi consigli:

1) Allontanarsi dalle Distrazioni
2) Porsi degli Obiettivi
3) Evitare i paragoni
4) Cercare il dialogo

Il primo punto della lista può sembrare banale ma, in realtà, non lo è affatto. Partiamo quindi dal lungo di studio. Non lasciate che vostro figlio studi nel disordine. Avere un tavolo ordinato aiuta a mantenersi concentrati. Prima che vostro figlio inizi a studiare cercate di fargli mettere in ordine il suo ambiente di lavoro. Oltre al disordine eliminate anche tutte le altre fonti di distrazioni che possono allontanare il pensiero dallo studio. Ultimato questo primo passo, aiutate vostro figlio a porsi degli obiettivi. La chiave della motivazione è racchiusa tutta in questo punto. Anche se il carico di studio è eccessivo basta ridurre lo stesso in più parti. Iniziate insegnandogli come stilare un piano di studio. La durata del piano può essere più o meno intensa in funzione delle capacità del vostro bambino. Inoltre, uno studio prolungato non è prolifico. Evitate di sovraccaricare vostro figlio con un ciclo intenso di studio. Bisogna staccare la spina ogni tanto. Non pensate che le pause studio siano demotivanti. Tutt’altro. Il break fà prendere fiato e garantisce un miglior rendimento. Gli ultimi due punti della lista possono essere trattati insieme. Per aiutare davvero vostro figlio dovete ascoltare! Per dare buoni consigli bisogna immedesimarsi nella situazione in cui si trova il vostro ragazzo. Quindi cercate di capirlo. Evitate di motivarlo con dei confronti. Il paragone con gli altri non è la strada migliore anzi tende a demoralizzare vostro figlio.

Questi utili consigli sono alla base del buon metodo di studio. Si adattano facilmente ad altri problemi che si trovano nel corso della vita. Cercate di fare tesoro e di adoperarli nel miglior modo possibile sopratutto per il bene di vostro figlio.

By | 2017-11-21T01:00:02+00:00 novembre 21st, 2017|Categories: articoli in evidenza, Storie idee e consigli per i papà|1 Comment

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One Comment

  1. roberto 21 novembre 2017 at 7:46 - Reply

    basta avere il coraggio di mettersi in fianco e dividere gli interessi e le curiosità . lo scambio, se è reciproco, gli porta un 50 %.

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